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    Mostra personale del pittore giapponese Takasuke Nishiyama

    Takasuke Nishiyama- Pittore


    linea
    takaopera
     

    Motoaki ISHII
    Prof. ordinario di Storia dell'arte occidentale
    Università delle Arti di Osaka

    Durante il mio soggiorno a Firenze protrattosi per oltre 6 anni, fui contattato dalla scrittrice giapponese Noriko MORISHITA, la quale nutriva interesse nei miei confronti per aver letto un mio breve saggio su Desiderio da Settignano, uscito sul periodico “Bessatsu Taiyo (edizioni speciali IL SOLE)”. Quel breve scritto avrà colpito la scrittrice anche a causa dell'esiguo numero di pubblicazioni esistenti in lingua giapponese sulla scultura fiorentina della seconda metà del Quattrocento. La signorina Morishita, convinta di essere la reincarnazione di Desiderio, come le fu detto da una medium, parte per un viaggio in Italia “alla ricerca di se stessa”. La scrittrice ha annotato con  piglio coinvolgente la sua esperienza italiana nel volume intitolato “Desiderio Labirins” (nella recente riedizione è intitolato semplicemente “Desiderio”). Fu tramite questo libro che ebbi modo di conoscere Takasuke NISHIYAMA, che aveva fatto da interprete alla signorina Morishita. Mi meravigliò il fatto che abitando entrambi nello stesso periodo a Firenze, non ci fossimo ancora mai incontrati. Non avrei mai immaginato che da lì a poco avessi sentito pronunciare nuovamente il suo nome dal mio amico scultore Valentino Moradei Gabbrielli. Valentino mi disse che Taka era un suo grande amico. Pensai che doveva essere un incontro predestinato quello con una persona di cui sentivo parlare più volte, da persone diverse, in così breve tempo.Ancora adesso penso che quella mia intuizione fosse giusta.Al primo incontro, Nishiyama mi apparve come persona semplice e vulnerabile, ma dietro i suoi occhi di taglio orientale che ti scrutano, ho sentito la sua profonda spiritualità. Ancora adesso, dopo tanti anni di amicizia, sento che i suoi occhi sono quelli di allora, capaci di penetrare l'animo delle persone.
    Takasuke NISHIYAMA, che discende da una cultura artistica come quella di Kyoto, è un pittore che ha accolto su quel fertile terreno la viva tradizione dell'arte italiana. Ciò che mi ha maggiormente fatto sentire la sua tradizione culturale, il suo “essere di Kyoto”, fu la scenografia da lui creato nel 1989 per la rappresentazione teatrale di “Cinque Nò moderni” di Yukio MISHIMA, con la regia di Lucio Chiavarelli.Quell'albero di pino dipinto con robusti tratti, con pennellate sciolte, che fanno ricordare attraverso la sensibilità contemporanea di Nishiyama le opere di Tan’yu KANO, si trasforma, attraverso cambiamenti scenografici di luci, in significato assolutamente “diverso”... . Si intravede qua e là, naturalmente, l'influsso dell'arte fiorentina, città in cui Nishiyama viveva da due anni, ma l'elemento giapponese che formava il tema principale dell'opera di Mishima ha fatto emergere l'”essenza” del pittore Nishiyama. Il suo modo di creare coincide, secondo me, con quello dell'arte di Kyoto, la quale, tenendo cara e difendendo la propria tradizione, cerca sempre le nuove forme, il nuovo modo di essere, dell'arte.
    Ciò che mi fa sentire la tradizione dell'arte italiana in lui, è la sua enorme capacità di disegnare. Le linee tracciate da Nishiyama sono “decise”. La sua capacità pittorica già coltivata in Giappone è stata levigata e potenziata dalla città di adozione, Firenze.Dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove insegnava Silvio Loffredo, discepolo di Oskar Kokoschka, Nishiyama diceva che in quel periodo regnava l'anarchia. Senza dubbio i veri maestri di Nishiyama furono quelle opere d’arte rinascimentali che a Firenze sono presenti ad ogni angolo della città. Queste opere nascono dal concetto di “Arti del disegno” promosso da Giorgio Vasari nel suo trattato: “Vite de’ più eccellenti architetti, scultori e pittori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri ”. Vasari afferma che le arti maggiori sono l’architettura, la scultura e la pittura; le stesse si basano sulla conoscenza del disegno, per cui queste tre arti vengono chiamate “Arti del disegno”. E Nishiyama, a mio parere, pratica con rigore questo metodo.

    Nell'arte di Nishiyama che fonde, attraverso la sua innata e originale sensibilità, la cultura orientale a quella occidentale, possiamo vedere un “originale” pittore giapponese, che ha seriamente portato avanti la propria ricerca immergendosi nella civiltà occidentale.

     

     

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