logo
  URL
  • HOME
  • chi siamo?
  • Gallery Info
  • Spazi espositivi
  • Condizioni di affitto
  • calendario
  • Come raggiungerci
  • Mostre organizzate
  • Icone e litografie di Lina Delpero
  • Sculture e disegni di Valentino Moradei Gabbrielli
  • Monotipi di Takasuke Nishiyama
  • Collezioni
  • Veronica
  • Flagellazione
  • Notizie da Firenze
  • links
  • Musei e Gallerie
  • Istituzioni pubblici italiani
  • Siti intressanti
  • SHOP
  • Icone (litografie) di Lina Delpero
  • HOME
  • アルカンジェリとは
  • ギャラリー案内
  • 展示スペース
  • ご利用規約
  • ギャラリー・スケジュール
  • アクセス
  • 催事実績
  • リーナ・デルペーロのイコンとリトグラフ
  • ヴァレンティーノ・モラデイ・ガブリエッリ彫刻・デッサン展
  • 西山タカスケ・モノタイプス展
  • コレクション
  • ヴェロニカ
  • キリストの笞打ち
  • フィレンツェ便り
  • links
  • 美術館・ギャラリー
  • イタリア大使館, etc.
  • イタリアに関するサイト
  • SHOP
  • リーナ・デルペーロのイコン(リトグラフ)

  • la Mostra a mrzo

    Mostra personale del fotografo italiano Davide Fantoni

    STRANIAMENTI
    Per una mostra fotografica di Davide Fantoni


    linea
    davide fantoni
     

    Piergiacomo Petrioli
    Università degli Studi di Firenze
    Storia della Critica d’Arte

    Multitude, solitude: termes égaux et convertibles pour le poète actif et fécond
    (Ch. Baudelaire)

     

    La poetica dello straniamento si appalesa in colori intensi e forti, in contrasti stridenti, ma non alterati da filtri o manomissioni tecniche. Cromie che l'artista ha saputo vedere, ricuperare dal mondo reale, il quale, in queste foto, viene reso talmente iperreale  da farsi quasi astratto. Ed ancora tale estetica appare in tagli arditi di particolari e figure che creano un effetto alienante, come se la realtà (e gli individui che vi agiscono)  fosse un universo caotico, mondo frammentario e frammentato di immagini, colori, persone, confusione di sensazioni visive, gorgo infinito di impressioni e percezioni, in cui l’artista si muove (vorrei dire “razzola”) col suo occhio/obiettivo, in una ricerca del Bello, dell'Assoluto nel Dettaglio.

    Il leitmotif di questi scatti di Davide Fantoni, si rivela quello, di ascendenza tutta baudelairiana, della solitudine dell'individuo nella folla, dell'estraneità del singolo nella massa della società. Di un soggetto (e, al contempo, oggetto) che si pone “altro” dal mondo, estraneo e straniero. Ecco, quindi, una donna sulla spiaggia nebbiosa, solitaria fra altri solitari bagnanti; la sagoma  di un bambino alla finestra, in una bella fotografia giocata tutta nel dialogo di colori caldi e freddi; l'interno rosso visto come tepore e famiglia e l'esterno gelido e blu, segnato da una crepa profonda, cretto e iato al tempo stesso. Appare da una vetrina un ritratto incorniciato di studentessa, messa in mostra nella sua totale ingenua vulnerabilità, e l'oggetto qui diventa biografia interdetta dal sapore decadente, crisantemo appassito, attrito tra atmosfera cimiteriale e sfulgore cromatico, e proprio siffatta contrapposizione di luci e colori accentua il senso profondo di vanitas. Dettagli, particolari di persone. Abiti dai colori sgargianti – il vestito giallo della donna seduta -, la bambina di spalle all'incrocio, l'uomo a sedere in strada, nascosto dall'albero (persona spersonalizzata), le gambe, senza corpo e senza identità, delle due hostess…

    La città per Fantoni si rivela ammasso di umani frammenti, dove ognuno è nomade, entità isolata fra altre entità, perso nel mondo in vitro che è il suo. Nessun contatto. Illusione dell'essere. Appena lo scatto del fotografo che rende eterno l'effimero, raggelando l'istante in un atomo di Bellezza.

    Copyright © 2008 Galleria Arcangeli. All rights reserved.